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Domenica, 26.05.2019

La Beccaccia Scientifica

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LA BECCACCIA

 

CLASSE = Uccelli
ORDINE = Caradriformi
FAMIGLIA = Scolopacidi
SOTTOFAMIGLIA = Scolopacini
GENERE = Scolopax
SPECIE = Scolopax rusticola

Fu il naturalista svedese Carl Von Linnè, detto poi Linneo, a classificare nel 1756 la beccaccia del ceppo euro-asiatico scolopax rusticola. Etimologicamente proviene da skolops che significa palo appuntito, e da rusticola abitante delle campagne, e deriva dalla sua principale caratteristica morfologica, appunto il becco a punta.

La beccaccia ha dimensioni medie, forme abbastanza tozze, becco lungo e diritto, occhi grandi posti molto indietro sulla testa rotonda, ali relativamente brevi e arrotondate, coda breve e zampe pittosto corte.

Esistono notevoli variazioni di colore ma le tendenze sono il  bruno-rossastro e il bruno scuro

Le ali sono lunghe e larghe con 10 remiganti primarie e 16 secondari, Di grande interesse è la cosidetta "penna del pittore" una piccola remigante primaria atrofizzata, Piuttosto rari i casi di isabellismo e di albinismo totale; più frequenti quelli di  albinismo parziale.

Il becco carnicino con apice bruno scuro lunghezza 6 - 8 cm  è circa due terzi maggiore del capo.  Alcune beccacce chiamate “brevirostre” hanno il becco anormalmente corto ca. 4 cm.

Le zampe sono piuttosto corte e dotate di 4 dita di cui uno posteriore molto corto tipico di uccelli camminatori, e tre anteriori con il centrale più sviluppato. Il colore delle zampe varia dal grigio al carnicino-giallastro.  Le dimensioni della beccaccia sono le seguenti: lunghezza da 33 a 40 cm dei quali 7-8 occupati dal becco; becco da 7 a 8 cm; tarsi da 3 a 5 cm; dito medio 4cm compresa l’unghia; apertura alare da 63 a 65 cm.  Il peso è soggetto a notevoli variazioni a seconda degli individui, alla stagione e delle condizioni di vita.

 

Gli occhi sono grandi e scuri e sono situati in alto e indietro sulla testa. Per la posizione e le caratteristiche proprie, permettono alla beccaccia un campo visivo di quasi 360 gradi. Date le abitudini, la visibilità notturna è almeno tanto buona quanto quella diurna.

La coda è corta e  possiede 12 timoniere.

La voce: Cruà - Cruà - Cruà = canto nuziale da cui il termine croule  Quorr - quorr = tipico dei maschi durante le esibizioni riproduttive Diversi suoni sono stati uditi durante la caccia, quando spaventata dal cane o dal cacciatore ha emesso suoni traducibili in : Che - che ; Cia - cia - ciak ; Puih - puih – puih.  Altri suoni di richiamo e comunicazione uditi sono: Pssevitt; Pfuizzt; Tuit; Cuorr; Pip - pi- pip.

Età.  Se ci si trova di fronte ad un giovane dell'anno o ad un adulto degli anni precedenti è possibile grazie all'esame delle prime tre remiganti lunghe. (metodo Clausager). Infatti esse sono "usurate" ossia più o meno sfrangiate agli apici e lungo il margine nei giovani dell'anno, rispetto a quello netto dell'adulto. Ulteriori sistemi complementari per stabilire l'età vanno effettuati attraverso l'esame delle grandi copritrici delle primarie, delle secondarie interne, delle scapolari, e delle timoniere, in base a sfumature di colore, disegno, contorni, ma anche grandezza delle bande e dei dentelli.

La differenziazione dei sessi risulta nella beccaccia molto difficile. Il sesso è possibile stabilirlo con le attuali conoscenze solo attraverso l'autopsia, non essendo presente nella beccaccia ulteriori caratteri sessuali secondari certi.

L'areale della beccaccia euro-asiatica comprende l'Europa fino alle isole atlantiche (Azzorre, Canarie) e le isole britanniche, l'Asia fino alla Cina, Mongolia, e Tibet. Considerando anche lo svernamento, l'areale della beccaccia si spinge a sud fino alle coste Nord africane e all'Asia minore. Frequenta boschi di querce, larici, conifere e betulle ricchi di sottobosco e radure sia di pianura che di montagna

La base alimentare della beccaccia è senza dubbio il lombrico che essa cerca e trova ispezionando minuziosamente i terreni a lei più congeniali. Numerosi altri invertebrati costituiscono la dieta della Beccaccia, tra cui mosche, grilli, coleotteri, ragni, lumache, centopiedi e millepiedi, insetti coprofagi. Mirtilli, bacche, semi di sambuco, chicchi di mais e di avena, erbe e piante acquatiche pare facciano parte della sua regolare alimentazione.

La riproduzione della beccaccia è influenzato da fattori esogeni (allungamento dell'illuminazione diurna), ed endogeni (fattori ormonali, sviluppo delle gonadi).  Il periodo legato alla nidificazione seppur dipendente dalle latitudini e altitudini, varia dall'inizio di Febbraio ( Francia ) alla fine di Agosto. L'inizio della nidificazione ritarda man mano che si procede verso nord ( Scandinavia). Il numero delle uova è mediamente di 4, deposte generalmente a cadenza giornaliera. Il colore delle uova è variabile, generalmente di colore giallo-rossastro con macchioline che variano dal grigio al bruno-avana con punteggiature lilla. Il periodo di incubazione, a cui provvede la sola femmina è di circa 3 settimane, al termine delle quali nascono i pulcini che essendo nidifugi, sono in grado dopo poche ore di seguire la madre. I pulcini alla nascita pesano tra i 15 e 20g , sono lunghi circa 10cm ed hanno il becco più corto del capo. Sono ricoperti di piumino di colore giallastro percorso da 3 striature longitudinali, anche sul capo sono presenti delle bande simili a quelle dell'adulto.(Spanò). La beccaccia appartiene a quelle specie di uccelli che sistematicamente in primavera ed in autunno compiono voli migratori alla ricerca di aree favorevoli alla riproduzione e allo svernamento.

La migrazione della beccaccia avviene di norma di notte, anche se sono state avvistate in pieno giorno (Garavini). Generalmente avviene in voli solitari o in piccoli gruppi di 4 - 6 soggetti, raramente in gruppi più grandi.

Come la chiamano

In Europa:

   Shepkatoke:                        Albania
   Bécasse                               Belgio
   Sluka:                                 Cecoslovacchia
   Skovsneppe;                       Danimarca
   Iehtokurppa                        Finlandia
   Becasse.                              Francia
   Waldschnepfe:                    Germania
   Mpekkatsa:                         Grecia
   Woodcock:                          Inghilterra e Stati Uniti

   Sljiuka;                               Jugoslavia
   Erdei szalonka:                   Ungheria
   Rudge:                                Norvegia
   Woudsnep:                          Olanda
   Rekas slonka.                      Polonia
   Galinhola:                          Portogallo
   Bekasslomka                       Serbia
   Sljiuka:                               Unione Sovietica

   Cboka Perdiz:                    Spagna
   Morkulla:                            Svezia

 

In Italia:

Piemonte: becassa, becasse falchera, bcassa, gallinassa.

Lombardia:becassa, arsia, arcia, gallinassa, ravagnun, pizzacra, pizzalunga, arzia, arria.

Veneto:    beccazza, gallinazza, falchetana, pizoché.

Liguria:  beccassa.

Toscana: beccaccia.

Basilicata: bicaccia, arciera.

Sicilia:     beccacciu, addazzu, gaddazzu, taddazzu, jaddazzu.

Sardegna:pudda de mudeia, pudda de mata, caboni de murdega, pudda de mudexu.

 

BIBLIOGRAFIA:

ü      E. Garavini, Beccacce e Beccacciai, Ed. Olimpia, 1982.

ü      P. Pieroni, La Beccaccia, Ed. Edagricole, 1976.

ü      M. Lo Valvo, Alcuni risultati sulla biologia e biometria della Beccaccia in Sicilia, suppl. al n. 23 de la “Regina del Bosco”

ü      S. Spanò, Il punto sulla Beccaccia, stato delle conoscenze scientifiche al 1980, Ed. Olimpia, 1982

ü      S. Spanò, Il punto sulla Beccaccia, stato delle conoscenze scientifiche al 2001, Ed. Olimpia, 2001

ü      Siti internet consultati: www.scolopaxrusticola.com

  

 

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